CARICAMENTO...
Se hai mai pensato di mettere un appartamento su Airbnb o altre piattaforme di affitti brevi, negli ultimi mesi avrai sicuramente sentito parlare di cambiamenti normativi. E già: il 2025 e il 2026 stanno portando novità importanti per chi affitta casa per brevi periodi, anche solo per turismo o weekend.
Che tu sia un proprietario curioso o un investitore che ci sta pensando, è bene capire come cambia il quadro delle regole nel nostro Paese.
E sì: noi di Metrocase ti raccontiamo tutto in modo chiaro e senza giri burocratici.
Dal 1° gennaio 2025 è obbligatorio iscrivere ogni immobile destinato agli affitti brevi nella Banca Dati delle Strutture Ricettive (BDSR) e ottenere il Codice Identificativo Nazionale (CIN). Questo codice deve essere:
L’obiettivo? Aumentare la trasparenza e garantire che ogni struttura sia correttamente registrata e tracciabile, anche per fini fiscali e di sicurezza.
Una delle novità più significative del 2026 riguarda il numero di immobili che puoi mettere su affitti brevi senza essere considerato un’impresa.
Fino a poco tempo fa, la soglia era più alta. Ora, con le nuove regole:
Questo significa che se hai più proprietà da affittare, la gestione diventa molto diversa, più strutturata e con obblighi fiscali più stringenti.
La tassazione sugli affitti brevi è sempre stato un tema centrale per i proprietari.
Negli ultimi anni è stata introdotta la cedolare secca (aliquota fissa) sui redditi da locazioni brevi, e le regole si stanno adattando:
👉 In pratica: se hai solo un appartamento turistico, puoi ancora godere della tassa piatta agevolata. Ma se ne hai diversi, sarà fondamentale capire le implicazioni fiscali prima di pubblicarli tutti online.
Dal maggio 2026 entrerà in vigore anche un nuovo regolamento europeo che richiede a piattaforme come Airbnb, Booking, Vrbo e altre di trasmettere dati più dettagliati alle autorità nazionali e locali.
Questi dati riguardano numero di notti, ospiti, durata dei soggiorni e codice dell’alloggio.
Lo scopo è migliorare la trasparenza e la gestione statale del mercato degli affitti brevi, aiutando Comuni e Regioni a bilanciare turismo e disponibilità di case nel territorio.
Oltre alle novità principali, ci sono altri aspetti importanti:
Le regole per Airbnb e affitti brevi in Italia stanno cambiando, e lo fanno per ragioni precise: trasparenza fiscale, tutela dei residenti, sicurezza degli ospiti e ordine nel mercato delle locazioni.
Se sei un proprietario occasionale, un piccolo host o stai pensando di investire in una seconda casa da mettere in affitto, questi cambiamenti possono avere un impatto reale su come gestisci gli annunci, le tasse e persino la tua definizione di attività economica.
Noi di Metrocase lo vediamo spesso: chi si informa per tempo evita sorprese, multe e confusione.
E tu?
Stai già affittando una casa su Airbnb o stai pensando di farlo?
Raccontacelo nei commenti o scrivici: ti aiutiamo a capire quali regole si applicano alla tua situazione in modo semplice e pratico 🏡📊✨.